Approfondimenti

1 Lug 2015

Team: da incubo a sogno con il team coaching esperienziale

“Trasformare un team da incubo a sogno” era una delle aspettative dichiarate dai partecipanti del corso Team Coaching esperienziale che abbiamo tenuto lo scorso weekend. E chi fa parte di una squadra aziendale, sportiva o di qualsiasi altro tipo sa bene a cosa si allude.

Un team che funziona non è la semplice somma di un gruppo di individui, è qualcosa di più che nasce dalla “chimica del team” e dalle dinamiche che si sviluppano al suo interno.

team coaching e formazione esperienziale

Appunti dal corso Team Coaching Esperienziale – Firenze, giugno 2015

In percorso di team building, di team coaching o in generale nella vita di una squadra può capitare di arrivare a bloccarsi a causa di alcune dinamiche interne che non vengono rese evidenti, per paura del conflitto o per altre motivazioni. Così si rischia di cadere in una situazione d’impasse…

E se c’è una cosa che la formazione esperienziale sa fa emergere molto bene sono proprio le dinamiche interne di un team.

Da qui l’idea (“folle” come la definiscono i coach-trainer del corso, Alessandra Marconato e Walter Allievi) di unire formazione esperienziale e team coaching in un corso di specializzazione della nostra Scuola di Coaching.

Tra mattoncini del domino, esercizi di icebreaking dai nomi impronunciabili, ingorghi da sciogliere, puzzle da decifrare, strutture modello Ikea da comporre e molto altro ancora … ci siamo letteralmente messi in gioco con un bel gruppo di partecipanti, tra cui diversi colleghi coach e trainer, per sperimentare le tecniche di team coaching esperienziale.

Se la formazione esperienziale ha il pregio di rendere evidente ciò che non lo è, perché quando siamo all’interno di una dinamica non è così facile riconoscerla e perché accade che i team se la raccontino, il coaching è nato per progettare percorsi di cambiamento efficaci.

“La formazione esperienziale sblocca e apre, il coaching chiude e finalizza” – citando i trainer – insieme quindi sono una bella coppia.

Dopo che l’una ha generato più opzioni, l’altro le va a declinare in obiettivi ben formati e in un progetto di cambiamento.

Le attività della formazione esperienziale permettono al coach di osservare i comportamenti non verbali delle persone, come entrano in relazione tra loro e le dinamiche di esclusione, ad esempio, per poi trovare la modalità più efficace di accompagnarle nella fase di concettualizzazione e sperimentazione di nuove possibilità.

È stato bello sperimentare come in soli tre giorni si possa fare un percorso di team fra persone provenienti da aree ed esperienze diverse. E come lo sviluppo del team parta da quello del singolo, che si confronta con alcuni aspetti di sé, come per esempio le qualità autentiche, qualcosa che ci connota in maniera unica e positiva e che è comune a tutti gli esseri umani (Vedi Daniel Ofman).

Sicuramente sono stati 3 giorni intensi, ricchi di contenuti ed attività, come appare nella splendida sketch note realizzata da Alessandra (vedi sopra), e anche di prove particolarmente sfidanti, come superare la famigerata cena con Lapo … Quella, per chi non lo avesse capito, era la prova del nove del corso :).

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