Approfondimenti

12 Feb 2015

Mio figlio non mi ascolta

figlio non ascolta genitoriPrima o poi arriva per tutti i genitori il momento in cui nasce spontanea una domanda “ma perché mio figlio non mi ascolta? perché non mi capisce quando parlo? Che sia diventato sordo?”.

I motivi di incomprensione possono essere diversi da momento a momento, da figlio a figlio, addirittura da genitore a genitore. I tentativi sembrano essere tutti fallimentari e allora, cosa fare?

Sappiamo che Noemi è infelice, ma non si confida con noi. Non sappiamo mai cosa le passa per la testa.

I miei figli continuano a ripetermi che non li capisco che ho idee stupide e che il mio atteggiamento non li aiuta. Non so più cosa fare se non continuare a fare ciò che faccio, tanto ormai hanno già deciso che sono cattiva.

Queste sono alcune delle frasi che possono ronzarci in testa come genitori e la comunicazione efficace può rispondere alla domanda perché mio figlio non mi ascolta? Gli strumenti per risolvere molte di queste situazioni sono la comunicazione dell’accettazione e l’ascolto attivo.

Ogni volta che un figlio ci propone un problema, un punto di vista, una situazione per lui importante molti genitori tendono a fare errori di comunicazione che portano ad allontanarli e a metterli in cattiva luce.

Come rispondereste ad un figlio che vi dice “oggi ho preso una nota a scuola”?

Se la vostra risposta rientra in una delle dodici classificazioni sottostanti (riprese da Gordon) state commettendo un errore:

  • dare un comando, dare un ordine
  • mettere in guardia, minacciare
  • far la predica, esortare
  • consigliare, dare suggerimenti
  • argomentare, insegnare
  • giudicare, criticare
  • elogiare, assecondare
  • ridicolizzare, etichettare
  • analizzare, interpretare
  • rassicurare, consolare
  • fare domande, indagare
  • minimizzare, scherzare

E questo errore può compromettere la comunicazione genitore-figlio nell’immediato e per il futuro.

Apprendere l’ascolto attivo significa invece aiutare il figlio a prendere coscienza dei propri sentimenti, ad avere meno paura delle emozioni negative, ad imparare a trovare in autonomia soluzioni ai problemi. Promuove quindi l’intimità fra i genitori ed i figli, così che questi ultimi diventino più ricettivi rispetto alle idee ed opinioni dei genitori.

Durante il nostro incontro di fine febbraio faremo allenamento su un buon ascolto attivo analizzandone la struttura linguistica ed esercitandoci in tutte quelle parti complementari che sostengono e promuovono una comunicazione efficace. Il programma lo trovate all’interno della Scuola di Coaching per Genitori.

Cambiare, si può.

2 Responses

  1. Simona Bonichi

    Buonasera Stefania
    Vorrei iscrivermi al corso del 28 febbraio.

    In attesa di cortese conferma, un caro saluto

    Simona Bonichi

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