Approfondimenti

22 Mar 2016

L’importanza delle domande nel coaching aziendale

Come può il coaching aiutare un imprenditore o un manager?

Come arriva a trovare soluzioni quando sembra che non ve ne siano?

Come può aiutarci a fare il salto?

Queste sono alcune delle domande sul coaching aziendale che sorgono più spesso perché non si capisce come un “non esperto” nel campo specifico in cui opera l’azienda possa dare un contributo significativo. Innanzitutto questo è tra i motivi per cui l’intervento si chiama “coaching” e non “consulenza”. La consulenza infatti prevede più spesso l’expertise di un tecnico del settore.

Il coaching parte dal presupposto che le persone (e di conseguenza le organizzazioni) hanno in sé tutte le risorse per poter raggiungere i propri obiettivi. Se non vi riescono è perché hanno delle interferenze che le limitano oppure non sono nelle condizioni di esprimere al meglio il proprio potenziale.

La formula del coaching anche a livello di business è:

Performance = potenziale – interferenze (per l’80% di solito interne al sistema stesso).

Ecco che il coach ha la funzione di aiutare l’imprenditore o chi per lui a individuare le interferenze e a trovare il modo per superarle, in modo da assicurare la crescita nella direzione desiderata.

È per questo che le domande nel coaching aziendale sono così importanti. Riepiloghiamo come in questa infografica.

Le_domande_di_coaching_in_azienda

Un buon coach crea una vera e propria sinergia tra l’azienda e le sue risorse aiutandola a scoprirle, potenziarle e usarle nella maniera più opportuna per permettere alle persone di trovare soluzioni più creative e funzionali.

La capacità di utilizzare delle buone domande di coaching (Clean Language e Metamodello) è un’abilità di base che unita ad altri strumenti di analisi e progettazione più avanzati permette di diventare un buon business coach, o un manager-coach.

Se vuoi specializzarti nel coaching aziendale, scopri il nostro CORSO DI BUSINESS COACHING.

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