Approfondimenti

15 Set 2014

Come gestire la rabbia dei bambini

gestione rabbia

Da cosa scaturiscono le crisi di rabbia? Come possiamo gestire la rabbia dei bambini e degli adolescenti?

La rabbia, come tutte le emozioni, ha una funzione fondamentale. Rappresenta un’affermazione del proprio sé e ha un ruolo importante dal punto di vista evolutivo: sprigionare una grande energia per proteggersi dagli attacchi esterni, fisici ed emotivi.

Proprio perché ha una manifestazione forte, per molti (piccoli e grandi) è spesso difficile da controllare. Vediamo i motivi principali per cui si scatena nei bambini e ragazzi e come possiamo aiutarli a gestirla meglio.

Dai 18 mesi in poi, il bambino che piange, urla o usa altri tipi di manifestazione aggressiva per ottenere ciò che desidera viene spesso definito un bambino “cattivo”. Cosa si nasconde spesso dietro un bambino o un adolescente “cattivo”?

Questo è un piccolo vademecum per iniziare a rifletterci sopra.

Le tre cause principali della rabbia nell’età che va dai 2 ai 15 anni possono essere:

  • Essere spaventato
  • Non sentirsi ascoltato
  • Essere incapace di gestire le proprie emozioni

Cominciamo dalla paura. Il bambino può essere spaventato per un motivo apparentemente ignoto all’adulto, ma a volte ignoto anche a chi lo subisce. La poca chiarezza delle situazioni o delle comunicazioni è un altro valido motivo di paura.

Cosa fare?

  1. Fermarsi ad osservare quando e in quali contesti il bambino manifesta la propria aggressività.
  2. Cercare l’origine delle motivazioni che lo portano alla rabbia.
  3. Essere pronti a cercare da soli, o con l’aiuto di altri adulti che si occupano del ragazzo, una strada comune da intraprendere, così da dare certezze rassicuranti.

Anche il bambino che non si sente ascoltato farà di tutto per farlo capire e l’aggressività è una delle strade che può scegliere di percorrere.

Cosa fare?

  1. Fermarsi e mettersi in ascolto delle parole, dei gesti e dei toni di voce che il bambino o il ragazzo usa.
  2. Imparare a riconoscere i diversi tipi di comunicazione verbale, non verbale e paraverbale che utilizza.
  3. Diventare capaci di entrare in rapporto con il bambino in modo coerente così da farlo sentire VISTO.

Gestire le emozioni può non essere facile per molti, ma fin dai primi giorni di vita si può imparare a gestire le proprie frustrazioni e a riconoscere le emozioni. Lo si può fare se gli adulti di riferimento lo insegnano.

Come?

  1. Insegnare i tempi di attesa.
  2. Dare esempi di contenimento positivo fisico ed emotivo. Ossia l’autoconsolazione.
  3. Lasciare il tempo di sperimentare.

Anche le espressioni più violente di rabbia possono essere contenute o dirottate verso qualcosa di più funzionale. E gli strumenti del coaching e della PNL offrono strumenti e modalità per cambiare i propri e gli altrui comportamenti disfunzionali in maniera facile.

Se trovi il tema interessante puoi guardare anche il programma della nostra libera Scuola di Coaching per genitori.

Articolo a cura di Ilaria Gheri, Educatrice professionale, specializzata in Mediazione famigliare sistemico-relazionale e Family Coach.

Leave a Reply