Approfondimenti

13 Feb 2014

Self Coaching & Leadership: the day after e dintorni

self coaching leadership

Dopo aver partecipato al corso Self Coaching & Leadership, Nunzia ci ha regalato questa testimonianza e noi siamo molto felici di condividerla qui. Chi la conosce ha capito a cosa si riferisce questa immagine… Lasciamo la parola a lei.

Come succede spesso con le cose belle, a volte le parole non sono sufficienti a descrivere quello che sentiamo. Se penso a ciò che ha rappresentato per me il corso Self Coaching & Leadership, mi vengono in mente prima di tutto immagini. Uno spalancare di finestre per far entrare finalmente luce e aria dopo un lungo inverno; o il gesto di John Keating nel film “L’attimo fuggente”, che con i suoi occhi abbagliati dalla commozione sale sulla cattedra e ci dice che nella vita c’è bisogno di cambiare prospettiva. Che è proprio quando crediamo di sapere qualcosa che dobbiamo guardarla da un’altra angolazione.

La prima cosa che mi ha colpito a primo impatto entrando in aula, è stata la presenza di persone tutte diverse tra loro per età, provenienza geografica, formazione, esperienza di vita. E questo l’ho trovato interessante per me, per il mio instancabile bisogno di sperimentare. Trovo che il gruppo sia un luogo privilegiato del cambiamento, nel gruppo gli altri ci fanno da specchio e ci permettono di riconoscerci o di conoscere meglio noi stessi, e il gruppo eterogeneo in particolare ha una funzione educativa, poiché allena alla scoperta e all’integrazione della diversità, e ci apre a nuove visioni della vita.

Entrando poi nel vivo del corso, attraverso l’apprendimento esperienziale, ho imparato a capire come ci vedono gli altri, cioè che cosa comunichiamo consapevolmente o meno. Ho imparato che invece che camminare con lo sguardo basso , quasi come scusandosi di esistere, si può apprendere come camminare con sicurezza, con quella presenza interiore che ci fa procedere senza esitazione verso la nostra direzione. Ho imparato che si può dire qualche “no” e si può prendere qualche “no”, senza che questo ci faccia sentire sminuiti nel nostro valore.

Insomma, con questo corso ho capito finalmente cosa significa essere leader! Mi è successo la mattina dopo; mi sono svegliata, con l’Arno al limite della seconda soglia di allerta per le forti piogge, e mi sono rivolta all’improvviso, come in un guizzo, quelle domande fondamentali nella nostra esistenza, che nel corso è stato come sentire per la prima volta: “Che cosa è importante per me davvero? Quali sono i miei valori? Per che cosa mi sveglio la mattina, per che cosa vivo? Insomma, qual è la mia missione personale”? Quando riusciamo a creare congruenza tra ciò che siamo nella nostra identità più profonda e quello che facciamo, allora siamo leader. E ho imparato questo: che tutti possiamo diventare leader. Perché sapere dove stiamo andando, allinearci, portare nella nostra esperienza di vita entusiasmo, energia e gioia di vivere, è l’elemento più potente del carisma personale.

Ma non finisce qui! Tra un esercizio esperienziale e l’altro, tra una slide e l’altra, ho fatto anche la clamorosa scoperta dell’esistenza del nostro team interiore, provando subito un’istintiva simpatia per uno dei suoi membri: il nostro “dialogo interiore” , ovvero tutte le cose che ci diciamo interiormente durante il giorno riguardo a cose, persone, situazioni, e che a seconda dei casi, ci giudica, ci svaluta, e ci trascina nella trappola del perfezionismo. Portando l’attenzione su questa voce , ho scoperto di essere molto più rigida e perfezionista di quanto pensassi, e ho capito quanto quello che ci diciamo ha un potere enorme sul nostro stato emotivo. Da lì ho cominciato a risincronizzare la mia voce interiore, e il nuovo modo di parlarmi mi stà guidando piano piano a ridimensionare problemi, riformulare pensieri, rivedere convinzioni. Insomma, questo corso per me è stato tanta roba.

Ma c’è una buona notizia: tutto quello che ho imparato, l’ho imparato ridendo. Gli esercizi pratici, la simpatia dei trainer e dei corsisti, la voglia di buttarsi in quest’avventura, hanno creato fin da subito un’atmosfera divertente e trascinante , in cui riesce a sopravvivere perfino una riservata e “ facile all’imbarazzo” come me. E così, se mai ce ne fosse bisogno, ho rafforzato la convinzione che la serietà non è una cosa da persone serie, e da qualche giorno trovo più che mai irresistibile l’invito di Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

Nunzia