Approfondimenti

20 Lug 2014

Cambiamento e Autoefficacia

cambiamento-autoefficacia

L’autoefficacia è un elemento fondamentale nel processo di cambiamento e nel raggiungimento dei propri obiettivi. Gli studi di Albert Bandura mostrano come le nostre convinzioni contribuiscano considerevolmente a determinare i risultati che otteniamo. (A. Bandura, Autoefficacia: teoria e applicazioni (1997), Erikson Edizioni, Trento, 2000.)

E non solo. Le convinzioni sulla nostra autoefficacia influiscono anche sulla percentuale di sfida che siamo disposti ad accettare in un obiettivo, sulle strategie e l’impegno che di conseguenza mettiamo in atto per raggiungerlo. La giusta tensione tra quanto percepiamo un obiettivo rilevante per noi e quanto al contempo lo consideriamo raggiungibile è un ingrediente fondamentale per darsi degli obiettivi ben formati, secondo il modello della PNL e per avere una motivazione trainante.

Il nostro agire è guidato dal nostro senso di autoefficacia. Se non fossimo convinti di poter ottenere, tramite le nostre azioni, ciò che desideriamo, probabilmente non ci daremmo neanche la pena di agire.

Per questo motivo si tratta di un tema fondamentale nel Coaching. Un buon coach aiuta a prendere consapevolezza dei “nemici interni”, che frenano o bloccano il raggiungimento di un obiettivo, e a trovare i meccanismi e le risorse che permettono di motivarsi meglio, gestire tempi, modi, strumenti e alleati per ottenere i cambiamenti desiderati.

Cos’è l’autoefficacia?

Bandura la definisce come:

“le convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati”.

Si tratta quindi di un insieme di percezioni, convinzioni o valutazioni personali, che abbiamo delle nostre capacità di organizzare e portare a termine con successo il compito o l’obiettivo che vogliamo raggiungere.

E tali percezioni si basano su un’autovalutazione prodotta a partire dalla nostra storia personale di successi e insuccessi, rispetto ai compiti incontrati fino a un certo momento. Ciò che qui è importante notare è che la valutazione che ci diamo è basata su una percezione personale. Per questo può capitare che persone differenti diano un valore diverso di fronte a un medesimo risultato.

Molti poi confondono il senso di autoefficacia con il senso di autostima mentre i due si riferiscono ad ambiti diversi. L’autoefficacia, spiega sempre Bandura, è relativa alle capacità personali e quindi alla sfera del fare, mentre l’autostima riguarda il valore personale e la sfera dell’essere.

Tra le due vi è una relazione particolare e determinata, anche stavolta, da fattori personali. Per esempio, una persona che non ha sviluppato il pollice verde potrebbe sentirsi poco capace nel giardinaggio e di conseguenza avere un basso senso di autoefficacia in questo campo.

Vediamo adesso come questo si trova in relazione con il senso di autostima. Se il giardinaggio non fa parte dei parametri secondo cui questa persona misura il proprio valore, allora il basso senso di autoefficacia non andrà ad intaccare negativamente l’autostima personale. Se invece il giardinaggio rientra tra i parametri di autovalutazione personale, allora oltre al senso di autoefficacia verrà intaccata anche l’autostima.

Il livello di autostima quindi non è di per sé causa di buona o cattiva prestazione, ma viceversa esso può essere condizionato dal livello di prestazione. Quindi, per semplificare, prestazioni negative rispetto a un contesto che ci definisce, vengono portate dal livello dei comportamenti a quello dell’identità.

Come influisce sulla vita il senso di autoefficacia

L’autoefficacia è collegata al livello di prestazione ed averne una percezione elevata consente di affrontare situazioni anche difficili con fiducia, convinti che in qualche modo ce la caveremo.

Uno scarso senso di autoefficacia, invece, spinge a dubitare delle proprie capacità, portandoci a rinunciare più velocemente di fronte alle prime difficoltà e di conseguenza a produrre frustrazione e stress.

La persona che dubita delle proprie capacità:

  • rifugge dai compiti difficili
  • ha difficoltà a motivarsi
  • riduce gli sforzi
  • rinuncia velocemente di fronte agli ostacoli
  • ha aspirazioni ridotte
  • assume uno scarso impegno verso i propri obiettivi

La persona che crede nelle proprie capacità:

  • affronta i compiti difficili come sfide da vincere
  • ha interesse ed entusiasmo nelle varie attività
  • si pone obiettivi ambiziosi
  • manifesta una forte dedizione
  • mette molto impegno in ciò che fa
  • di fronte alle difficoltà resta concentrata
  • pianifica una strategia
  • non si lascia abbattere dagli insuccessi

Volendo sintetizzare: la sicurezza nei propri mezzi non porta automaticamente al successo (non basta credere per ottenere qualcosa) e l’insicurezza conduce molto probabilmente all’insuccesso.

Autoefficacia e cambiamento

Come abbiamo già visto, un alto senso di autoefficacia influisce sugli obiettivi che ci diamo, ci spinge a puntare in alto, ad alzare gli standard delle nostre prestazioni e della nostra vita e attiva le risorse che permetteranno di raggiungerli. 

Interviene positivamente su:

  • la capacità di reagire di fronte alle difficoltà
  • l’abbassamento dei livelli di stress e depressione
  • la resilienza: cioè la capacità di preservare lo sforzo di fronte agli ostacoli o ad altre esperienze di fallimento

L’autoefficacia può essere un freno o una spinta verso il cambiamento, alimentando la convinzione di poter realmente cambiare. Un’altra convinzione è utile al riguardo: anche se i cambiamenti non sempre sono facili, con sé portano delle opportunità di crescita e di rafforzamento del carattere.

Per questo, è utile approcciarsi in maniera positiva di fronte a cambiamenti, che siano scelti da noi o determinati da fattori esterni, e abbracciarli con la giusta attitudine. Ecco qualche consiglio:

1) Farsi trovare pronti

Sono pochi i cambiamenti del tutto inaspettati. La maggior parte di essi sono preceduti da una serie di segnali, che in alcuni casi le persone si ostinano a non voler vedere. Ascolta, nota e registra i segnali di avviso in modo da poterti preparare in anticipo. Ricorda che il cambiamento è spesso un’opportunità per riconsiderare la propria vita e indirizzarla.

2) Abbracciare il cambiamento

Se c’è una cosa sicura per gli esseri umani è che siamo destinati a cambiare. La stabilità è un’illusione. La tua attitudine e reazione di fronte ai cambiamenti determina la tua capacità di cavalcarli con successo.

3) Concedere del tempo ai nuovi schemi

Specie quando si tratta di cambiare abitudini, comportamenti o acquisire nuove capacità, è necessario un certo tempo al nostro cervello per poter gestire automaticamente nuovi processi. Concediti del tempo (e della pazienza) a riguardo per ottenere il successo.

4) Un nuovo percorso

Puoi lasciarti il passato alle spalle, ricordandoti la lezione appresa, prenderti la respons-abilità per le azioni future e, soprattutto, non lasciare che il cambiamento decida per te. 

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