Approfondimenti

2 Ago 2013

Calibrazione e gestione dello stato

frank pucelik

Quanto è importante saper ascoltare in profondità le altre persone per un coach? La Programmazione neurolinguistica a questo riguardo parla di calibrazione, uno dei temi fondamentali con cui si confronta ogni aspirante practitioner in PNL.

Sarebbe un errore però pensare che sia un argomento da esaurire in un corso di primo livello. Si tratta piuttosto di una di quelle capacità di base che non si finisce mai di imparare.

Ne abbiamo avuta conferma partecipando ad un corso tenuto da Frank Pucelik ad Abano, in occasione del Metaforum International 2013.

Chi è Frank Pucelik?

Non è semplice riassumere in breve questo trainer internazionale dalla forte personalità, per brevità diciamo il terzo della PNL, autore di libri come Magic of NLP Demystified e del recente The Origins of Neuro Linguistic Programming insieme a John Grinder: per adesso non sono tradotti in italiano, ma se l’inglese non vi spaventa…

Con lui abbiamo avuto l’opportunità di approfondire le fondamenta della PNL da un altro punto di vista.

Frank ha affrontato la calibrazione in una maniera originale, eccentrica ed appassionata, un po’ come la sua personalità, partendo da una domanda:

cos’è che ci rende pienamente umani?

L’uomo si differenzia dalla maggior parte degli altri animali per la possibilità di osservare i propri pensieri e comportamenti e dare ad essi un significato, un’interpretazione. Spinto oltre questo concetto ne deriva che abbiamo la capacità di creare la nostra realtà… anche se molti non se ne rendono conto e credono di vivere in balia degli eventi esterni… e non della loro interpretazione di questi.

Questa caratteristica prettamente umana ci dà quindi la possibilità di scegliere le nostre reazioni invece che agire come dei robot reagendo automaticamente secondo programmi preimpostati.

Normalmente invece gli esseri umani, di fronte a un accadimento esterno, reagiscono in base a ciò che è stata la loro esperienza in una circostanza simile: ogni volta che accade x => y. Sono schemi che si costituiscono nella fase della crescita, di solito per imitazione di modelli parentali o simili, cosicché a 4-5 anni abbiamo già caricati i nostri programmi da robot, e ce li portiamo avanti per tutta la vita, a meno che  a un certo punto non vengano messi in discussione.

Da questo punto di vista quando diciamo di qualcuno “questa è una persona spontanea” in realtà stiamo dicendo che sta reagendo automaticamente secondo i suoi programmi. Essere spontanei quindi, invece che essere sinonimo di libertà di espressione, diventa sinonimo di schiavitù. Mentre la vera libertà è ricordarsi che sei responsabile dei tuoi risultati: questo vuol dire essere un essere umano libero.

La possibilità di scegliere è il dono speciale della razza umana e poter scegliere di cambiare le proprie reazioni emotive – o come si dice tecnicamente in PNL “gestire lo stato” – significa diventare pienamente umani.

Cosa c’entra questo con la calibrazione?

La prima persona che è fondamentale imparare a calibrare bene, secondo gli insegnamenti di Frank, sei te stesso. Saper riconoscere le caratteristiche dei nostri stati emotivi più importanti è la base per poi poter ascoltare gli altri a un livello più profondo e preciso.

Come fai a sapere quando stai per entrare in uno stato di ansia, di rabbia piuttosto che di eccitazione? Perché saperlo quando ci sei dentro fino al collo è facile, anche per chi non hai mai fatto niente di calibrazione o di pnl… quali sono i primi indizi che ti indicano in quale stato stai entrando? Ad esempio, curiosità, interesse…

La capacità di riconoscere le nostre reazioni ci permette di intervenire nel caso che queste non siano funzionali rispetto ai nostri obiettivi. Sappiamo bene che infuriarsi mentre siamo in coda e non abbiamo altre possibilità che aspettare non migliorerà la nostra posizione eppure… finiamo con l’uscire da quell’esperienza con uno stato negativo che influenzerà le nostre successive interazioni con il mondo.

Ecco allora un esercizio suggerito da Pucelik per diventare pienamente umani. Chi ha già familiarità con la PNL dovrebbe saperlo fare facilmente e per gli altri suggeriamo di provare e notare l’effetto che fa:

  1. Riconoscere il primo indizio che mi sta partendo uno stato emotivo (una specifica sensazione corporea, qualcosa che ti dici, un cambiamento nella visione, un suono…).
  2. Fai un bel respiro.
  3. Chiediti cosa voglio adesso? quale stato mi è più utile in questo momento? … e trova lo stato più funzionale.
  4. Ricorda un’esperienza in cui hai provato questo stato intensamente. Ricorda cosa vedevi, ascoltavi, sentivi… specie l’odore di quell’esperienza è importante.
  5. Nomina questo stato con la tua voce e il tono più appropriato per questo stato (Crea un’àncora). Ad esempio: è incongruente dire “eccitazione” a basso volume e con un tono calante piuttosto che a voce alta e con energia.
  6. Adesso puoi tornare al presente completamente immerso nel nuovo stato più funzionale.

La ricetta di Pucelik è di svolgere ogni giorno questo esercizio per 10 minuti, muovendosi velocemente tra stati diversi. Lui garantisce che fatto per 90 giorni cambia per sempre la propria capacità di reagire in qualsiasi situazione. Fateci sapere… e ricordate che senza la capacità di auto-calibrazione e gestione del proprio stato, qualsiasi abile comunicatore potrà controllare facilmente le vostre reazioni e così indirizzarvi dove vuole.

Adesso Frank vive a Odessa, in Ucraina, dove opera anche con una Scuola di PNL. Per saperne di più potete consultare il suo sito in inglese o russo >> frankpucelik.com.ua.

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