Approfondimenti

16 Giu 2015

Le 10 convinzioni (da correggere) per essere felici

convinzioni per essere felici

Patrimonio universale e gratuito dell’umanità la felicità sembra una delle conquiste più irraggiungibili.

Per qualcuno è qualcosa continuamente da inseguire, per qualcun altro un paese delle meraviglie che esiste solo nei sogni o nei film, per qualcun altro ancora può essere addirittura un campanello d’allarme.

La famiglia, la società e anche la cultura hanno spesso contribuito al formarsi della convinzione che sia difficile essere felici. Ecco alcuni dei pensieri più disfunzionali che si può avere sull’essere felici e perché conviene liberarsene.

La felicità …

1. È una questione complicata
incredibile ma vero, pensare che è una delle prime cose che abbiamo imparato a fare da piccoli, prima ancora di camminare, parlare, mangiare con forchetta e coltello. Ogni bambino impara a ridere non appena ha finito il suo primo pianto. Eppure, a distanza di anni, per molti essere felici sembra una delle imprese più complicate da portare a termine. E se si trattasse di disimparare qualcosa?

2. Costa cara
In base ai dati dell’ultimo World Happiness Report paesi come Costa Rica, Uganda e Belize sono di gran lunga più felici dell’Italia… Forse questo può farci riflettere.

3. La felicità? Non esiste!
Questa è la convinzione di chi ormai si è arreso ed è sicuro che la felicità spetti solo ai personaggi della Disney. Spesso è dovuto a un po’ di confusione rispetto all’idea che abbiamo di felicità. (Per approfondimenti leggi il punto successivo).

4. È la completa assenza di problemi … possibilmente con tempo sereno!
Prima di cercare la felicità dovremmo chiarirci le idee su quello che davvero significa. Di nuovo possiamo prendere esempio da chi ne sa più di noi in materia: i bambini. Non hanno un’esistenza priva di problemi (nel loro piccolo mondo la serenità è continuamente minata da complicazioni come giocattoli rotti, la mamma che li porta via dalla festa proprio sul più bello… ) ma hanno la capacità di superare il “trauma” velocemente, di distrarsi e trovare un’alternativa per ricominciare a essere felici. Soprattutto sanno istintivamente che un brutto momento non è una brutta giornata e una brutta giornata non è una brutta vita.

5. Io non me la merito
Avete mai chiesto a un paio di amici se si meritano di essere felici? Fatelo e vi sorprenderete dei loro visi stupiti. Probabilmente non se lo sono mai chiesto e probabilmente non sono così convinti della risposta… che sembrerebbe tanto naturale. In pochi si considerano meritevoli di entrare nel gruppo destinato alla felicità ma, pensandoci bene, se fossimo fatti per essere tristi il mondo non sarebbe a colori. 🙂

6. È per pochi eletti.
La felicità è una risorsa sterminata, non c’è scritto da nessuna parte che si esaurisce dopo che un certo numero di persone ne godono: non è come il petrolio. Quindi non vi ponete troppi limiti… Prendetene pure quanta volete!

7. Sei felice? Ci dev’essere dietro qualcosa!
Se qualcuno vi chiede come fate a essere felici provate a chiedergli come fa lui a non esserlo, perché una buona ragione deve esserci per forza. Non si può essere tristi senza motivo… Al contrario si può essere felici e basta!

8. Dura poco.
Sono felice ma … 3 2 1! Scappata. Avete mai provato a smettere di controllare e misurare il vostro livello di felicità? Probabilmente se lo fate sarete felici più a lungo!

9. Magari domani…
Quante volte capita di avere una brutta giornata e pensare “Domani andrà meglio”. Per rendere migliore questa frase ci sono un paio cose da fare: sostituire domani con tra poco (perché arrendersi a un’intera giornata grigia già alle 9.00 di mattina?), decidere cosa inizierete a fare affinché vada meglio.

10. È una “cosa” per deboli 
La felicità è la più enorme e inesorabile fonte di motivazione che ci spinge a superare ogni ostacolo e raggiungere i nostri obiettivi. C’è chi aspetta di arrivare al traguardo per essere felice, ma chi vince è chi già durante il viaggio ha iniziato a sorridere.